Partita iva per vendere app

Partita iva per vendere app. Come comportarsi dinnanzi a degli incassi derivanti dalla vendita di un’applicazione?

In questo articolo affronteremo questo tema molto attuale soprattutto nell’era di internet, che rende tutto più prossimo ed alla portata di tutti: la gestione dei ricavi dalla vendita di un’applicazione.

Per affrontare il caso in questione dobbiamo analizzare una serie di fattispecie che si possono verificare. Dovresti rientrare in una di queste:

  • creo dal nulla e vendo un app negli store online;
  • sono uno sviluppatore professionale, invento e vendo le applicazioni;
  • sviluppo app dietro commissione.

Queste tre fattispecie sono molto simili tra loro ma comportano situazioni diverse.

Partiamo dalla prima. E’ la più semplice. Sarebbe in realtà il primo step. Cosa si fa se fai un app e la metti disponibile nei vari store online? Cioè che crei dal nulla una cosa e la fai vendere a qualcun altro (google play esempio).

In teoria dal punto di vista fiscale non si è tenuti a fare nulla, se non dichiarare l’incasso alla fine dell’anno in dichiarazione dei redditi. Trattandosi di un’opera d’ingegno non si è tenuti ad aprire alcuna posizione fiscale ne previdenziale. Si ricorda che le opere d’ingegno per il codice civile sono“le opere […] di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.” (legge 633/1941).

Caso differente è poi se, nonostante questo stato di fatto, la piattaforma in cui vendi il tuo prodotto ti chieda un profilo aziendale e dunque una partita IVA. In questo caso il problema non sussiste se hai già una posizione fiscale (anche se di altra categoria merceologica). Se invece non disponi di una partita IVA dovrai scegliere se cambiare piattaforma oppure aprire partita IVA.

Se opti per la seconda dovrai scegliere se aprire come libero professionista o come impresa. La gestione fiscale del professionista è, almeno inizialmente, meno onerosa dell’impresa. La scelta va ad ogni modo fatta su tanti altri aspetti da valutare attentamente.

Eccoci alla seconda fattispecie: sei uno sviluppatore professionale, inventi e vendi applicazioni.

Qui rientrano chiaramente lo sviluppatore, ovvero chi è un professionista del settore e vende le proprie creazioni. Anche qui, senza dubbio è necessaria la partita IVA. La forma potrebbe essere sia di professionista che di impresa, dipende da come essa viene svolta. Se ci si occupa anche direttamente della vendita è molto probabile che sia un’attività commerciale; diversamente si può essere inquadrati come libero professionista. Anche il canale di vendita influisce molto. Se la vendi per conto tuo è probabile che tu sia inquadrabile come un’impresa; se la fai vendere ad altri potresti essere solo uno sviluppatore libero professionista.

Residuale di questa categoria è se la vuoi vendere direttamente ma occasionalmente. In questo caso non ti occorre qui aprire la partita iva purchè i tuoi ricavi sono minimi (fino a € 7.000,00 annui).

Eccoci infine all’ultima fattispecie.

Fai un app per conto di altri: su commissione.

Anche qui vale lo stesso ragionamento della fattispecie precedente. Molto probabilmente si è inquadrabile come libero professionista.

Nei collegamenti i passaggi per avviare l’attività come libero professionista o come ditta commerciale/impresa.

Partita iva per vendere app

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *